Con Covid-19 malati cronici in difficoltà, serve telemedicina. Da Consulcesi un corso e un ebook per formare i sanitari

Tortorella, AD Consulcesi: «Un medico su cinque non supera i corsi Ecm  su telemedicina»

Il 40% con una malattia cronica, il 20% con due o più patologie, hanno tra i 45 e gli 85 anni d’età. Sono i malati cronici in Italia, che non possono accedere alle strutture ospedaliere e ambulatoriali per via dell’emergenza da coronavirus. Il vortice Covid-19, infatti, ha accantonato tutte le altre patologie, posticipato o cancellato gli interventi e le visite di routine e diminuito gli interventi. Questi malati soffrono di scompenso cardiaco, diabete, patologie dermatologiche e reumatologiche. Per loro, la telemedicina è la risposta per evitare di aggravare una cartella clinica già compromessa. La questione è di estrema attualità, oggi l’ISS ha stilato un Rapporto con indicazioni per l’impiego della telemedicina. In Liguria, è stata presentata un’interrogazione rivolta al presidente Toti per predisporre le indicazioni per le Asl locali al fine di effettuazione delle attività di televisita e teleconsulto medico-sanitario per i malati cronici.

È importante avviare una cultura della telemedicina, oltre che ovviamente a dotare di infrastrutture adeguate le Asl e le sedi sanitarie. – ha dichiarato Andrea Tortorella, AD ConsulcesiLa conoscenza dei medici e degli operatori sanitari degli strumenti principali della medicina è ancora scarsa: un medico su cinque non supera il corso ECM attivo da un anno sulla piattaforma Consulcesi. 

La risposta è in questo e-book “E-Health il futuro dell’assistenza sanitaria” disponibile anche in modalità corso Ecm messo a punto da Consulcesi Club, in partnership con il Provider Sanità In-Formazione. Da sempre al fianco dei medici per offrire una formazione ECM all’avanguardia e di altissimo livello, Consulcesi ha voluto realizzare quest’opera rivolta tanto ai professionisti della Sanità quanto a chiunque voglia approfondire la tematica. Una lettura fondamentale per inquadrare l’importanza di un settore della sanità in costante evoluzione, comprendere quanto il suo sviluppo sia cruciale per un sempre maggiore efficientamento dei sistemi sanitari nazionali e quanto le moderne tecnologie – se accompagnate da un giusto approccio da parte del personale sanitario a ogni grado – possano influire in senso positivo sulla tutela della salute dei cittadini, a cominciare da coloro che vivono in aree remote e che hanno difficoltà a raggiungere anche i servizi di base.       Attraverso la lettura dell’e-book si approfondiscono qui tutti gli aspetti di un argomento complesso la cui conoscenza è fondamentale da un lato per capire a che punto è e quali elementi frenano il percorso di crescita intrapreso in questo settore dal sistema sanitario italiano, dall’altro individuare le minacce provenienti dal cyber spazio e che potenzialmente possono mettere a repentaglio tanto la funzionalità dei servizi innovativi offerti ad esempio dalla robotica, dall’Intelligenza Artificiale e dalla Telemedicina, quanto la tutela dei dati personali dei pazienti.

 “E-Health il futuro dell’assistenza sanitaria” il corso Ecm di Consulcesi Club fa parte di una collana dei corsi utili “ai tempi del coronavirus” disponibili sul sito www.consulcesi.com. 

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Boom allergie, da esperti consigli per non rovinarsi le vacanze

Consulcesi: pollini, insetti e alimenti, fondamentale proteggere i bambini e non confondere i sintomi allergici con quelli del Covid-19 o di banali dermatiti

Se il lockdown ha risparmiato agli italiani allergici i classici disturbi “primaverili”, grazie al calo dello smog e al periodo di “reclusione” in casa, questa estate è decisamente meno clemente. Tra pollini, insetti e particolari alimenti per gli allergici le ferie possono rivelarsi un incubo, soprattutto per i più sprovveduti. Per questo in vacanza, anche ad agosto e settembre, in valigia non devono mancare antistaminici, cortisonici in compresse o in pomata, e in casi particolari, pazienti a rischio anafilassi, anche un autoiniettore di adrenalina. Specialmente per chi parte con i bambini. Questo vale soprattutto in tempi di pandemia, quando un sintomo respiratorio legato a un’allergia può facilmente scatenare il panico ed essere confuso con un sintomo associato al Covid-19. A spiegarlo è Catello Romano, pediatra-allergologo e docente nel corso di formazione professionale ECM di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club sulla pneumo-allergologia pediatrica ai tempi del coronavirus. «E’ bene ricordare – spiega l’esperto – che i sintomi di infezione Covid-19 comprendono: rinite, tosse, febbre, dispnea grave, spossatezza, perdita di gusto e olfatto. Mentre i sintomi dell’allergia respiratoria comprendono rinite con starnuti, prurito al naso, gocciolamento nasale, naso chiuso, congiuntivite tosse secca, dispnea che si controlla con la terapia antiasmatica, perdita cronica di olfatto da poliposi nasale, prurito rinofarningeo e non è prevista la febbre». Questa confusione può nascere soprattutto perché spesso si ignora che in estate sono molto frequenti le allergie da polline. “In estate circolano diversi tipi di polline, dalla parietaria alle graminacee fino all’ambrosia, quest’ultima presente soprattutto a Nord Italia”, dice Catello Romano. Mare e montagna, dunque, per quanto possano fare bene soprattutto ai più piccoli non sono una garanzia di protezione. «Per questo anche con il caldo non bisogna interrompere la terapia anti-allergica iniziata in primavera, sempre sotto stretto controllo medico», sottolinea Romano.

L’estate è poi la stagione in cui si passa molto tempo all’aperto con il rischio di fare brutti incontri. «Proprio in questo periodo aumentano i casi di allergie per puntura di imenottero», conferma Romano. «Punture di api, vespe e calabroni possono essere responsabili di reazioni anche gravi: si va infatti da reazioni locali, come gonfiore e dolore, fino a reazioni più estese o addirittura allo shock anafilattico», aggiunge. Per chi scopre di avere questo tipo di allergia dopo una puntura e nota una reazione locale è bene che si rivolga a uno specialista che può valutare un trattamento con immunoterapia allergene specifica e prescrivere un autoniettore di adrenalina con cui intervenire tempestivamente in caso di anafilassi. In caso di reazioni più gravi bisogna subito raggiungere il pronto soccorso più vicino. Chi invece sa di essere allergico deve avere sempre in valigia un autoiniettore. Dal punto di vista alimentare, le insidie allergiche in estate possono celarsi dietro gustosi cibi: fragole, ciliegie, albicocche, pesche, anguria e frutta secca (gelati a nocciola, granite di mandorle, granelle dei gelati, ecc.). Ma anche pesce crudo e frutti di mare. «Bisogna fare molta attenzione a questi alimenti e in caso di prima reazione rivolgersi allo specialista», dice Romano.

Per i più piccoli può capitare di frequente di confondere una reazione cutanea con un allergia. «In questa stagione possono essere molto comuni le dermatiti da contatto, come quelle scatenate dalla sabbia, o anche semplicemente dermatiti dovute al sudore», spiega Giuseppe Mele, pediatra e presidente Paidoss. «Non sono allergie, ma ai genitori raccomando di fare molta attenzione ed eventualmente rivolgersi al proprio pediatra», aggiunge. Il nemico numero uno in estate per i bambini rimane comunque il “troppo Sole”. “In questo periodo sono molto frequenti gli eritemi solari”, conferma Mele.  «Per prevenirli – evitando così anche un pericoloso accumulo di radiazioni, che in futuro possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore della pelle – è bene utilizzare sempre una protezione adeguata, una lozione con un fattore protettivo SPF 50+», aggiunge. Per il resto gli esperti raccomandano tante attività all’aria aperta, specialmente dopo il passato periodo di “reclusione forzata” dovuta al lockdown. «Vanno bene sia mare che montagna, purché si lasci finalmente libero sfogo ai bambini», conclude Mele.

Consulcesi Tech: Blockchain e Finanza decentralizzata per superare la crisi post COVID – 19

Fintoken Act, provvedimento diventato legge anche in Albania, in scia con quanto già deciso a Malta e in Francia, è realtà. Grazie a questo strumento normativo, si è resa concreta la creazione di un ecosistema finanziario e dematerializzato, in grado di aprire la strada a nuovi business via blockchain e che rappresenti una tutela giuridica per gli investitori. L’entrata in vigore della legge Fintoken Act permette anche all’Italia di comprendere l’importanza del fintech per superare la crisi. Gianluigi Pacini Battaglia, Amministratore Delegato di Consulcesi Tech, ha sottolineato che “la Blockchain Economy e la Finanza decentralizzata possono diventare grandi protagoniste della ripresa economica, in questo momento di crisi post pandemia”, riconoscendo nella “trasparenza, decentralizzazione e rapidità di esecuzione” le parole chiave e le soluzioni adeguate “ricercate dalle imprese per attraversare il momento attuale”. A tal proposito, ancora l’Amministratore Delegato di Consulcesi Tech Gianluigi Pacini Battaglia, ha citato l’esempio di Malta che, dopo aver approvato il Virtual Financial Assets Act, secondo l’opinione del Fondo Monetario Internazionale, potrebbe subire “una decrescita del Pil inferiore tra tutti gli Stati europei”. Fintoken Act rappresenta uno dei primi strumenti normativi di respiro europeo, in grado di regolare l’ambito delle applicazioni della tecnologia blockchain e sostenere gli operatori e la finanza decentralizzata (DeFi) nei mercati tradizionali. Tutti gli operatori che porranno la sede operativa della propria attività nei Paesi aderenti al Fintoken Act potranno godere dei vantaggi che derivano dalla sua applicazione. Le misure contenute all’interno del Fintoken Act assicurano, infatti, l’applicazione di regole chiare per gli imprenditori; inoltre, questi ultimi potranno contare su tempi di approvazione snelli e più brevi da parte delle autorità (60 giorni al massimo in Albania, ad esempio). La possibilità di creare un ecosistema integrato e disciplinato risulta essere anche un’adeguata risposta a chi non guarda con favore alle criptovalute in tema alla lotta contro il riciclaggio. Infatti, il provvedimento Fintoken Act prevede anche l’introduzione di una particolare categorizzazione delle tipologie di Token, distinguendo tra: digital utility token, digital payment token, digital security token e digital asset token. In questo modo, si procederà con la risoluzione della situazione degli hybrid token. 

Stando ai dati diffusi da un white paper della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), sempre più operatori hanno messo in pratica e fruiscono della Distributed Ledger Technology (DLT), ricacandone vantaggi e benefici. Infatti, le statistiche affermano come tra il 2015 e il 2017 le società che hanno puntato sulla Blockchain abbiano ottenuto guadagni rilevanti, da 1,6 miliardi di dollari a 27,3 miliardi di dollari nel biennio 2017-2018. E, sempre in questo arco di tempo, sono aumentate anche le richieste di brevetti sui progetti, passando da 648 a 1441 nello stesso periodo. Pertanto, Consulcesi Tech esorta le autorità nazionali, perché il modello del Fintoken Act diventi di ispirazione; in questo modo, i nuovi business basati su blockchain e digital asset potrebbero diventare centrali per le istituzioni italiane. Soprattutto in questo periodo post – pandemia, l’Italia avverte la necessità di un rinnovamento tecnologico. Infatti, la tecnologia Blockchain, grazie a registri sicuri e certificati, permetterebbe all’Italia di godere di importanti garanzie e sicurezze, contando sull’innovazione per tornare a calcare i mercati con maggiore autorità e autorevolezza. 

“Covid-19, il virus della paura”: il docufilm per imparare dalla pandemia

“Chissà se riusciremo ad imparare qualcosa da tutto questo?”. Si chiude con questo interrogativo, mentre un uomo attaccato ad un respiratore muore, il trailer del docufilm ‘Covid-19 – il virus della paura’. Girato poco prima del lockdown su iniziativa di Consulcesi, patrocinato dal ministero della Salute e con il sostegno di Intesa Sanpaolo, la pellicola ha un triplice obiettivo: oltre a celebrare i medici eroi e tutti i professionisti sanitari, offre loro un innovativo strumento formativo e dà al grande pubblico una rielaborazione accurata di quanto accaduto, smontando fake news e teorie antiscientifiche. Per non dimenticare e per imparare dagli errori.

Il docufilm (firmato dal regista Christian Marazziti e dall’autrice e produttore esecutivo Manuela Jael Procaccia) è disponibile dal 22 giugno sul sito www.covid-19virusdellapaura.com per tutti i professionisti sanitari. Una versione leggermente adattata al grande pubblico sarà inoltre destinata ai principali festival cinematografici e alle maggiori piattaforme di distribuzione on demand.

La pellicola ripercorre in 80 minuti i momenti principali della pandemia con le sue peculiarità e i risvolti psicosociali: il discorso del premier Conte del 4 marzo, la chiusura delle frontiere, il blocco delle attività produttive, scolastiche e ricreative. Il film (montaggio a cura di Christian Lombardi e musiche di Stefano Switala e Gianluca Pischedda) racconta i sentimenti degli italiani: la paura dell’ignoto che sfocia in comportamenti di discriminazione verso un nemico immaginario. La stessa paura che alimenta ipocondria e psicosi, responsabile del proliferare di bufale e fake news. A questa, si contrappone il polo positivo della conoscenza e del metodo scientifico.

Il docufilm e il relativo corso Fad, così come il libro da cui trae ispirazione, sono firmati da un virologo, Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive al policlinico Tor Vergata di Roma, e dallo psico-terapeuta Giorgio Nardone (Centro Terapia Strategica), che analizzano la pandemia cogliendo i due principali aspetti: come affrontare il virus e come gestire le conseguenze sulla psiche umana. Ad arricchire i contenuti numerosi contributi come quello di Giuseppe Ippolito, direttore Scientifico dell’Inmi Spallanzani di Roma e di Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità. Obiettivo del progetto, che oltre al film è composto appunto da 11 corsi Ecm e da un ebook, è rispondere all’esigenza formativa dettata dall’emergenza sanitaria, approfondendo gli aspetti psicologici legati alla paura del contagio.

“Dalla pandemia – spiega Massimo Tortorella, presidente Consulcesi – abbiamo imparato che il metodo scientifico e la diffusione della conoscenza sono le più importanti armi di difesa che abbiamo contro un’emergenza sanitaria. Da qui è nata l’idea di creare un percorso formativo ad hoc per professionisti sanitari sul Covid-19: una collana di corsi Ecm, un libro-ebook e un docufilm in grado di offrire un’esperienza appassionante e coinvolgente. Il nostro obiettivo è quello di esportare il modello italiano che abbiamo creato a livello internazionale con cinema, scienza e tecnologia per formare e aggiornare gli operatori sanitari”.

Anche il ministro della Salute Roberto Speranza plaude all’iniziativa di Consulcesi: “La pandemia ha cambiato tutti i paradigmi, ma con un obiettivo: ridare centralità alla sanità. In tal senso, la formazione e l’aggiornamento continuo sono le solide basi da cui partire per costruire un nuovo Ssn”. Un’emergenza sanitaria che “ci ha ricordato che le infezioni non hanno frontiere”, commenta Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Inmi Spallanzani, e che secondo Ranieri Guerra dell’Oms “ci ha insegnato che il mondo è interconnesso e che abbiamo bisogno di tutti – governi, individui e comunità – per vincere quella che è la sfida del secolo”.

Secondo Andreoni, “dalla pandemia abbiamo imparato che i nostri ospedali non sono pronti e che abbiamo una scarsa educazione alla sanità pubblica”. Per Nardone, infine, l’emergenza Covid-19 è stata anche un’opportunità per esplorare nuove forme di comunicazione medico-paziente: “La necessità di dover rispondere ai bisogni dei pazienti, unita all’impossibilità di incontrarli fisicamente, ci ha ‘costretto’ a imparare a usare nuovi strumenti e nuove forme comunicative che si sono rivelate efficaci quanto le tradizionali”, conclude.

Il docufilm e l’ebook saranno presto disponibili anche in lingua inglese. La collana di corsi Ecm è fruibile sulla piattaforma www.covid-19virusdellapaura.com. Il progetto ha il sostegno non condizionato di Intesa Sanpaolo. Il ministero della Salute e Simit (Società italiana di Malattie Infettive e Tropicali) patrocinano l’evento di lancio. Per info sul progetto: https://covid-19virusdellapaura.com.

Coronavirus, celebrities social ‘testimonial’ anti fake news per la Protezione Civile

Post e stories per l’e-book di Consulcesi ‘Covid 19 – il virus della Paura’ 

Calciatori, attori, personaggi dello spettacolo ed influencers testimonial “anti fake news”. In tanti hanno usato i loro profili per promuovere l’e-book, promosso da Consulcesi, dal titolo “Covid 19- il virus della Paura” il cui ricavato andrà a sostegno delle iniziative della Protezione Civile. Tra quelli che hanno raccontato l’iniziativa il campione del mondo Luca Toni, il bianconero Douglas Costa ed il portiere Mattia Perin. E ancora la PR celebrities Raffaella Zardo, l’imprenditore digital Gianluigi Ballarani, il modello Edoardo Santonocito, l’artista Stefano Monda (sui social noto come Steart_Steart e popolare come artist creator sullo stile Simpson), le Dj Nausicaa e Jay & Jas, Viviana Edera (la fotografa dei rapper) ed il loro social media manager Alessandro Riggio hanno utilizzato i loro profili social per promuovere “il vaccino contro le fake news” Covid-19 il virus della paura: il primo e-book in italiano e inglese espressamente dedicato al contrasto dell’infodemia e delle bufale, una mappa utile per orientarsi nel caos di informazioni e uno strumento prezioso in vista della fase 2. 

Sui social il @progettocovid19 il virus della paura è diventato subito virale: le pagine social dedicate stanno raggiungendo migliaia di followers in pochi giorni e personaggi famosi hanno aderito con entusiasmo. “C’è una grande fame di notizie sul coronavirus – dichiara Massimo Tortorella, presidente Consulcesi e promotore dell’iniziativa – ma spesso ci imbattiamo in bufale e fake news che generano confusione e ansia nelle persone. Per questo abbiamo pensato che fosse nostro dovere dare una mano con quello che sappiamo fare meglio: formazione e informazione sanitaria. Da qui nasce il progetto sul coronavirus che vede oltre all’ebook anche una collana di formazione a distanza per medici e un docufilm in uscita”. Dal “paziente zero” alla “Cassandra” di Whuan, l’ebook raccoglie autorevoli interventi e fonti scientifiche fugando ogni dubbio sulle ipotesi fantasiose sulla creazione del virus in laboratorio in Cina e su altre fake news in circolazione. In copertina, l’opera “Infermiera con l’orecchino di perla” dell’artista italiana Lady Be, rielaborazione del celeberrimo quadro del pittore seicentesco Johannes Veermer “La ragazza col turbante”, meglio nota come “La ragazza con l’orecchino di perla”, che veste i panni di un’infermiera che indossa una mascherina. L’ebook è disponibile al costo di 4,99 euro, a breve anche in lingua inglese. Per info sul progetto e per acquistare il libro: www.covid-19virusdellapaura.com/ebook/. 

Coronavirus, per i medici arrivano i corsi di aggiornamento on line

Il presidente di Consulcesi: «I camici bianchi sono le prime sentinelle antivirus, è necessaria la formazione continua» 

I medici sono le prime sentinelle per riconoscere il Covid-19 ed è indispensabile il loro continuo aggiornamento per la gestione della malattia. Dalla gravidanza alla sicurezza sul lavoro, dalle linee guida sul pronto soccorso alla gestione del paziente allergico e diabetico, nella fase 2 della pandemia sarà quanto mai vitale essere continuamente formati in un ambito, quello sanitario, completamente stravolto e messo a dura prova. Per venire incontro a queste nuove necessità dei sanitari Consulcesi realizza una serie di corsi di aggiornamento professionale per i medici (obbligatori per legge denominati Ecm) proprio sul Covid. Il coronavirus ha modificato l`attività sanitaria in ogni ambito: dalla più complessa operazione chirurgica alla semplice visita di controllo, niente sarà più come prima. La collana di corsi Consulcesi rappresenta un valido strumento di formazione e una guida ampia ed aggiornata a disposizione dei professionisti sanitari per affrontare la pandemia ed i suoi effetti. La collana fa parte di un progetto formativo integrato che unisce arte, solidarietà e formazione, a partire dal docufilm “Covid-19, il virus della paura”: i contenuti scientifici sono stati curati da riconosciuti esperti come Massimo Andreoni, direttore della Uoc Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e Giorgio Nardone, psichiatra esperto di psicosi. «Dovremo convivere con il coronavirus per molto tempo, – dichiara Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi – quindi le competenze mediche delle diverse professioni sanitarie, dai medici di base ai pediatri e agli infermieri, se opportunamente formati, diventano un primo filtro necessario per il riconoscimento dei casi e un più attento monitoraggio della situazione. In questo momento la formazione è la pedina vincente per uscire dalla fase 2. All’inizio c`era molta confusione, le indicazioni erano contrastanti e poco chiare. Attualmente la comunità scientifica ha raccolto informazioni preziose per contenere la pandemia. Ora più che mai, quindi, sarà la corretta veicolazione della nuova conoscenza a fare la differenza. E se ogni singolo cittadino è chiamato ad informarsi, sono i professionisti sanitari i primi a doversi far trovare preparati, sia per competenza che per responsabilità verso i pazienti e la loro salute». Questi corsi, visto il periodo, saranno facilmente effettuabili con l’utilizzo di ricercate tecniche di didattica a distanza e avanzate piattaforme tecnologiche. Sul sito www.covid-19virusdellapaura.com/#ecm sono disponibili già i primi titoli della collana. 

Coronavirus, Consulcesi invita i 120000 medici a riposo a tornare #inprimalinea per fronteggiare l’emergenza

L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia del Coronavirus ha spinto Massimo Tortorella, Presidente del pool legale Consulcesi, ad un appello nei confronti di medici e operatori in pensione, affinché questi ultimi mettano a disposizione esperienza  e competenze dove ciò si renda necessario. A tal proposito, Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, ha affermato: “Servono con urgenza risorse da impiegare nelle terapie intensive, nei reparti di Pronto Soccorso e per sostituire i medici costretti in quarantena”, sottolineando come non sia possibile “attendere il provvedimento del presidente del Consiglio che prevede le assunzioni di nuovi medici”. L’esortazione del Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella, è rivolta soprattutto agli oltre 120 mila medici, agli infermieri e agli operatori socio sanitari, che hanno i loro punti di riferimento nei numerosi servizi legali e formativi, messi a disposizione da Consulcesi.  Questo gruppo include alcune figure professionali ormai a riposo da tempo, ma ancora idonei ad operare. Massimo Tortorella, Presidente del team legale Consulcesi, ha evidenziato come in molti abbiano già aderito e si siano mostrati disponibili ad una nuova discesa in campo. Il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella, ha aggiunto che sarà proprio Consulcesi ad “interfacciarsi con le istituzioni e le strutture preposte per indirizzarli nelle sedi che ne richiederanno la presenza”. 

Contattando il numero verde 800-122777 e aderendo alla campagna #inprimalinea, sostenuta sui social di Consulcesi, sarà possibile partecipare all’iniziativa. Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, ha mostrato pieno sostegno a favore di medici ed operatori sanitari, riconoscendone l’abnegazione e il sacrificio. Inoltre, ha sottolineato che “il nostro Ssn si conferma un grande sistema sanitario, composto da donne e uomini eccezionali, ogni giorno in prima linea per compiere il loro dovere civile”. Inoltre, nel corso di questa particolare emergenza sanitaria, Consulcesi raccogliendo le indicazioni del Ministero della Salute, sta lavorando alla produzione di un docufilm formativo sulla pandemia. Si tratta di un progetto ECM e gratuito. Di facile, semplice e veloce fruibilità, il docufilm è dedicato principalmente agli operatori sanitari, ma potrà essere disponibile anche per pazienti, grazie alla presenza di contenuti dedicati e parti comuni. In particolare, sarà posta l’attenzione sull’importanza della la comunicazione  verbale e non tra il medico ed il paziente.

Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi: “Tecnologia e formazione a distanza per superare immobilismo e psicosi da Coronavirus”

Telelavoro, telemedicina, formazione a distanza. Queste sono i tre strumenti individuati per superare il periodo di staticità e l’ansia, causati dal dilagare dell’epidemia del Coronavirus anche in Italia. A confermare le ipotesi già avanzate dalla virologa italiana, la Dottoressa Ilaria Capua, c’è Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, pool legale, da anni punto di riferimento e leader nella formazione per tutto il personale medico. A tal proposito, infatti, Massimo Tortorella ha affermato: “La tecnologia, in particolare la Formazione a Distanza (FAD), si sta rivelando decisiva per superare l’immobilismo creato dalla psicosi da Coronavirus e sostenere il lavoro incessante degli operatori sanitari”. Infatti, il telelavoro, la telemedicina e la formazione a distanza rappresentano strumenti indispensabili per l’acquisizione e lo scambio di informazioni in tempo reale e in modo puntuale. Inoltre, l’uso della tecnologia come strumento formativo consente l’abbattimento dei costi, ponendosi in scia con le necessità imposte dalla vita di ogni giorno. Tutto questo acquisisce particolare valore, soprattutto in questi giorni di grande timore, soprattutto nelle aree del Nord Italia, dove la paura del contagio a causa del Coronavirus sta rallentando e creando problemi all’intero settore produttivo dell’Italia. Massimo Tortorella, Presidente del team legale Consulcesi, ha sempre sottolineato le potenzialità insite nella formazione a distanza e nell’uso delle tecnologie più innovative anche nel comparto medico – sanitario. Pertanto, alla luce degli ultimi eventi che stanno coinvolgendo l’Italia, Massimo Tortorella ha sottolineato: “Oggi, questo valore aggiunto emerge in maniera ancora più lampante: è possibile comunicare a livello globale con i medici chiusi negli ospedali, con i pazienti in quarantena e mettere in connessione virologi ed epidemiologi di tutto il mondo tra loro e scambiarsi informazioni e aggiornamenti a beneficio di tutta la comunità medico-scientifica”. Inoltre, la Formazione a Distanza è divenuta, con il tempo, lo strumento più adeguato ed usato tra gli operatori sanitari ed il personale medico. Si tratta dell’adeguata metodologia in grado di portare avanti la formazione permanente, come previsto dagli obblighi ECM, e realizzare protocolli sanitario di respira internazionale. Sulla scia di queste considerazioni si pone il Docufilm formativo, sostenuto e promosso dal team legale Consulcesi. Il Docufilm, infatti, fruendo delle potenzialità comunicative del cinema e delle tecnologia più innovative, sosterrà gli operatori sanitari ed il personale medico nella formazione e nel contrasto del Coronavirus, al fine di mitigare l’ansia da contagio ed il diffondersi delle fake news in tema.

Consulcesi, il presidente lancia l’allarme: “Scorta per medici e operatori sanitari?”

Massimo Tortorella, presidente del pool legale Consulcesi, autentico punto di riferimento per medici e personale sanitario, lancia l’allarme: “Videocamere sulle ambulanze, rafforzamento dei presidi di vigilanza e sicurezza nei Pronto soccorso, manca solo di predisporre un servizio di scorta per il personale sanitario. Dobbiamo arrivare a questo?”. Il monito del presidente Massimo Tortorella prende spunto dai numeri fatti registrare da Telefono Rosso, il servizio messo a disposizione di medici ed operatori sanitari da parte del pool Consulcesi. Attraverso Telefono Rosso, infatti, i colletti bianchi possono trovare un punto di sfogo, dove denunciare gli episodi di violenza subiti tra le corsie degli ospedali. Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, afferma che eventi di aggressioni e violenze nei confronti del personale medico – sanitario sembrano realizzarsi in misura maggiore in Campania, nella zona del napoletano, perché i riflettori si sono accessi su queste realtà negli ultimi giorni. Però, il presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella, ha evidenziato come quello della violenza nei confronti di medici e personale sanitario “sia un fenomeno molto più ampio e diffuso perché purtroppo molti casi non vengono denunciati per vergogna, rassegnazione e anche per il timore di ritorsioni”. Gli sfoghi raccolti da Telefono Rosso mettono in evidenza la situazione drammatica in cui versano medici, operatori e personale sanitario. Categoria professionale che avverte la mancanza di tutela e protezione per l’incolumità personale nell’espletamento quotidiano della professione. Il Presidente dell’équipe legale Consulcesi Massimo Tortorella ha applaudito alle parole di solidarietà espresse dalle istituzioni politiche della Campania, ma è consapevole che “ non bastano i buoni propositi per contrastare quello che è diventato un vero e proprio allarme sociale”. Massimo Tortorella, a capo del pool legale Consulcesi, sottolinea lo stato di paura in cui vivono medici ed operatori sanitari, per cui avverte la reale necessità di “agire tempestivamente per garantire sicurezza e tutela al personale sanitario quotidianamente impegnato a servizio della comunità”. L’associazione Consulcesi evidenzia come sia necessario fermare l’emergenza aggressioni all’interno degli ambienti ospedalieri. L’attività deve passare non solo attraverso il numero verde 800620525 di Telefono Rosso, servizio di pronto soccorso dove Consulcesi offre consulenza legale gratuita alle vittime di aggressioni, ma anche attraverso l’adeguata formazione delle risorse umane che lavorano nel contesto ospedaliero. Formazione che sostenga il personale medico e sanitario a gestire le situazioni di pericolo e permetta di ricostruire un’armoniosa relazione tra medico e paziente. Accanto all’iniziativa Telefono Rosso, Consulcesi ha proposto l’istituzione dell’Arbitrato della Salute, una sorta di camera di conciliazione, che ha come obiettivo avvicinare pazienti, medici e personale sanitario e stemperare le eventuali tensioni che potrebbero crearsi. Infatti, i numeri parlano del 90% di denunce che vedono coinvolti medici e personale sanitario e che, nella maggior parte dei casi, si risolvono nel nulla. Nonostante l’esito favorevole, però, l’eccesso di denunce provoca un incremento del ricorso alla medicina difensiva, un danno per le casse dello stato e una mancata serenità nella classe medica, elevando il rischio clinico e mettendo a dura prova la relazione medico – paziente. Il presidente dell’équipe legale Consulcesi Massimo Tortorella ha concluso sottolineando quanto sia importante “generare un sistema virtuoso”, evitando tensioni tra pazienti e classe medica, auspicando la veloce realizzazione dell’Arbitrato della Salute. Infatti, Massimo Tortorella, a capo del team legale Consulcesi e punto di riferimento per medici e operatori sanitari, si è detto aperto “a mettere a disposizione il nostro know-how, dare il nostro contributo insieme a tutte le parti in causa, comprese le associazioni che rappresentano i pazienti”. Nel frattempo, cliccando sul link https://www.change.org/p/subito-il-tribunale-della-salute-basta-contrapposizioni-tra-medici-e-pazienti si può aderire all’iniziativa finalizzata a fermare l’ostilità nel rapporto medico – paziente e ad incoraggiare l’istituzione del Tribunale della Salute. Al momento, le adesioni hanno superato le 20000 firme.

Proroga Ecm: da Consulcesi il vademecum per evitare sanzioni

Dopo la decisione della Commissione Nazionale per l’Educazione Continua in Medicina di concedere un altro anno per assolvere all’obbligo formativo ecco tutto quello che c’è da sapere ed i principali rischi che corre chi non sarà in regola entro il 31 dicembre 2020.

Dopo la proroga arriveranno le sanzioni, come è stato annunciato e sarà dunque importante mettersi in regola ed evitare di correre rischi determinanti per la propria attività professionale. Consulcesi, realtà di riferimento nella tutela legale e nella formazione per oltre 100mila medici, ha stilato una guida per affrontare l’anno di proroga concesso dalla Commissione Nazionale Ecm a tutti gli operatori sanitari che avranno tempo fino al 31 dicembre 2020 per completare il fabbisogno formativo di 150 crediti relativi al triennio 2017-2019. Questa decisione, presa sulla scia di una forte pressione mediatica legata ai ritardi di una larga fetta di professionisti, e anche per arrivare ad una riforma del sistema formativo.  

«La nuova fase dell’Ecm prevede molte novità – ha dichiarato il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella – e si sta lavorando per valorizzare al massimo la formazione per lo svolgimento dell’attività professionale. L’Educazione Continua in Medicina (Ecm), avviata nel 2002 con il DLgs 502/1992 ha rappresentato un forte messaggio nel mondo della sanità ma ha trovato difficoltà di applicazione: per questo sono in corso modifiche e integrazioni e si è resa necessaria anche una nuova proroga dopo quella già concessa nel precedente triennio. Rispondendo alle sollecitazioni dei medici che rappresentiamo abbiamo preparato una guida per orientarsi ed evitare spiacevoli sorprese e a disposizione degli operatori sanitari. A loro disposizione ci sono comunque oltre 200 corsi Fad con elevati contenuti scientifici e che grazie alle più avanzate tecnologie, come la realtà aumentata, consentono di elevare la qualità delle proprie competenze con metodologie maggiormente performanti». 

Ecco quindi un’agenda delle novità e delle procedure da tenere a mente per una corretta formazione. Per ulteriori informazioni e chiarimenti sulla proroga i consulenti Consulcesi sono a disposizione sia in chat su www.consulcesi.it sia al numero verde 800.122.777.

Come funziona la proroga. La Commissione Ecm ha concesso un anno di tempo in più ai professionisti sanitari per mettersi in regola con l’obbligo dell’aggiornamento continuo. Intanto, dal primo gennaio è iniziato il nuovo triennio 2020-2022, per il quale è previsto un obbligo pari a 150 crediti Ecm da acquisire tramite la frequenza di convegni, congressi, corsi siano essi residenziali o a distanza (Fad) e anche attraverso l’autoformazione. 

Niente riduzioni per chi si avvale della proroga. I professionisti non in regola con l’obbligo formativo hanno quindi un anno di tempo per recuperare i crediti mancanti. Ma a coloro che approfitteranno della proroga «non si applicano le riduzioni previste dal Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario al paragrafo 1.1, punti 1 e 2». Le riduzioni citate nella delibera prevedono uno sconto pari a 30 crediti per i professionisti che nel triennio 2014-2016 avevano maturato tra i 121 e i 150 crediti e pari a 15 crediti per coloro che ne avevano maturati tra 80 e 120. Se tali riduzioni non possono essere applicate, allora, i medici e i professionisti sanitari che non hanno completato l’obbligo entro il 31 dicembre 2019 dovranno seguire un numero maggiore di corsi.

In altre parole, ad un professionista che nel triennio 2014-2016 ha acquisito 100 crediti, nel triennio 2017-2019 sarebbero stati sufficienti 135 crediti (al netto di ulteriori riduzioni) per essere in regola con l’obbligo. Se, tuttavia, al 31 dicembre 2019 ha acquisito meno di 135 crediti, ha ora un anno di tempo per raggiungere non più un totale di 135 crediti, ma di 150. Perde quindi il ‘premio’ ottenuto per aver acquisito un numero considerevole di crediti nel triennio precedente.

Cosa succede l’anno prossimo. La Commissione Ecm si è ad oggi mostrata comprensiva nei confronti dei professionisti che non completano i crediti. Ma non sarà possibile continuare a pensare a proroghe o a dilazioni. Gli ordini professionali competenti hanno già annunciato l’applicazione delle sanzioni che sono previste al termine di questo ultimo anno di proroga.

Cosa effettivamente rischia chi evade l’obbligo ECM? Ecco formulate alcune realistiche ipotesi: 

  1. ACCREDITAMENTI SANITARI: Chi lavora da dipendente o da titolare in ambito privato non può dimostrare di aver assolto l’obbligo annuale e di conseguenza mette a rischio la propria o altrui azienda. 
  2. CERTIFICAZIONI PER LA QUALITÀ: Le istituzioni sanitarie private più qualificate sono in genere certificate per la Qualità da Istituti nazionali ad hoc. Tali istituti metteranno a verbale questa “non conformità” rimettendo in discussione il rinnovo annuale della Certificazione della Qualità. 
  3. CAUSE RISARCITORIE: In una causa di risarcimento per colpa il professionista finirebbe per soccombere in tribunale in quanto il collegio giudicante non può che dare torto a chi compie un illecito disciplinare nel corso dell’attività. 
  4. PREMI ASSICURATIVI: Le società Assicuratrici controlleranno la formazione ECM e saranno certamente pronte al momento del rinnovo ad elevare i premi annuali a coloro che non dimostreranno di essere in regola con l’aggiornamento. 
  5. MANCATO RISARCIMENTO: Le società Assicuratrici non copriranno il danno causato dal professionista evasore nell’esercizio professionale in quanto lo stesso non si troverebbe in regola con quanto prescritto dalla legge. 
  6. CAUSE PENALI: Nelle cause per risarcimento gli avvocati di parte avversa indagheranno e non perderanno occasione per mettere in discussione le capacità di quei professionisti che non sono correttamente aggiornati a norma di legge. 
  7. SANZIONI DALL’ORDINE: A prevedere sanzioni per chi non si aggiorna sono la legge Lorenzin 3/2018, e prima ancora il decreto legislativo 138 del 2011 che parla di “illecito disciplinare”. Il caso di Aosta rappresenta in assoluto la prima sospensione inflitta ad un medico in Italia.

L’ ordinamento professionale disciplina le sanzioni previste nell’art. 40 del D.P.R. 221/50:  

• l’avvertimento, che consiste nel diffidare il colpevole a non ricadere nella mancanza commessa; 

• la censura, che è una dichiarazione di biasimo per la mancanza commessa; 

• la sospensione dall’esercizio della professione per la durata da uno a sei mesi, salvo quanto è stabilito dal successivo art. 43; 

• la radiazione dall’Albo

Questo, per quanto riguarda l’aggiornamento e formazione professionale permanente, è stabilito all’articolo 19 del Codice di Deontologia Medica della FNOMCeO.

I punti chiave della riforma. Da comunicato AGENAS di ottobre 2019, l’Educazione continua in medicina dal 1 gennaio 2020 è diventata obbligatoria anche per tutte le professioni sanitarie aventi ordini di categoria. Tra le altre novità, anche l’inserimento della formazione sull’utilizzo della cannabis terapeutica nella gestione del dolore tra le tematiche di interesse nazionale, con relativo bonus di crediti, e l’accreditamento dei percorsi multidisciplinari di sperimentazione clinica dei medicinali, nei quali sia data rilevanza alla medicina di genere e all’età pediatrica.

Come gestire i crediti Ecm. La registrazione dei crediti acquisiti può essere effettuata o tramite gli Ordini provinciali o registrandosi al portale Co.Ge.A.P.S. all’indirizzo http://application. cogeaps.it/cogeaps/login.ot. È possibile effettuare lo spostamento dei crediti ECM conseguiti nel 2020 nel triennio 2017-2019 andando nella propria Area Riservata, nella sezione Dettagli professionisti. Cliccando sulla voce “Spostamento crediti” e nella schermata successiva su “Gestione spostamento crediti”, apparirà una voce scritta in rosso, che dovrà essere a sua volta selezionata: “Dal 2020 al triennio 2017-2019”.

Il triennio 2020-2022. Va inoltre ricordato che il 1 gennaio è comunque iniziato il triennio 2020-2022, durante il quale andranno acquisiti 150 crediti – «fatte salve le decisioni della Commissione nazionale in materia di esoneri, esenzioni ed eventuali altre riduzioni» – distinti da quelli utilizzati per completare l’obbligo del triennio scorso. In questo anno si chiede ai professionisti di sanare la propria posizione formativa degli anni precedenti ma anche di iniziare a pensare al nuovo periodo formativo. Sarà quindi il professionista a decidere se destinare i crediti acquisiti nel corso di quest’anno ai trienni precedenti o al 2020-2022, spostandoli sul portale del Co.Ge.A.P.S.